Vai al contenuto
psiCostapsiCosta

Accompagnamento psicologico individuale

Chi decide, e chi coordina altre persone, prende decisioni che riguardano delle persone e le prende da solo. L'accompagnamento psicologico individuale serve a non ragionarci da solo: ci vediamo con una certa regolarità e ci lavoriamo insieme. La decisione resta tua.

Se sono entrato in azienda ho visto il reparto, so chi lavora con chi, ho un'idea di come girano le cose lì dentro. Non devi ricostruirmi l'antefatto prima di arrivare al punto, e quando mi dici un nome so di chi stiamo parlando.

Si lavora su cose concrete: come si dice a un collega che ha sbagliato senza perderselo, cosa si fa quando uno non risponde, quando conviene decidere da soli e quando vale la pena spiegare. Porti il tuo materiale: la decisione che hai in mano, una conversazione andata storta, una cosa che si ripete e non si capisce perché. Lo analizziamo insieme. Non porto io i casi da discutere: i casi ce li hai tu.

Il materiale che si porta non è per forza solo di lavoro. Chi ha una responsabilità se la porta dietro anche fuori, e quello che arriva da fuori entra in ufficio insieme alla persona. Si decide prima, insieme, se si parla solo di lavoro o anche del resto.

Ogni quanto si stabilisce dopo aver guardato: sta in quanto dura. Si fa in azienda o dove si può parlare senza che si senta: vengo io.

L'accordo è con l'azienda: firma lei, paga lei, anche qui dove il lavoro è su una persona sola. Quello che ci diciamo resta tra me e te: è una regola del mestiere, e la dichiaro a chi firma prima di cominciare.

Se quello che hai in mente è qualcuno che è stato promosso e nel ruolo nuovo non funziona, oppure una persona che teneva in piedi il reparto e adesso fa il minimo, le due situazioni sono descritte a parte: il nuovo capo reparto e ha perso la voglia.